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E’ morta Etta James

Stroncata dalla leucemia a 73 anni. Di Jamesetta Hawkins, in arte Etta James, continuerà a vivere quella voce rabbiosa e sensuale allo stesso tempo, l’essenza stessa del blues, quello più puro. E scompaiono le varie Beyoncé, insieme alle mezze cantantucce dei reality di tutto il mondo, quelle che l’anima e la passione, se non ce le hai, non te le possono insegnare a scuola.

 

Axl Rose nuovo cantante dei Queen (?)

Spread sotto soglia 500 punti a parte, in questi ultimi giorni sono successe almeno un paio di cose strane, protagonisti pezzi di Queen e brandelli di Guns n’ Roses. Prima di tutto ci siamo trovati tra capo e collo un altro capitolo della saga “Brian May e Roger Taylor alla ricerca del cantante perduto”, quando tra assurdo e fantascientifico si vociferava della candidatura di Lady Gaga per un’eventuale sostituzione di Freddie Mercury. Davvero molto divertente. Poi ecco Slash che, in vena di confidenze, manda messaggi d’amore al suo vecchio amico (?) Axl durante un’intervista rilasciata a Esquire.com, roba del tipo «..dato che c’era molta attenzione attorno allo scioglimento della band, si è creato questo mostro che ha portato a un’animosità che non era il mio obiettivo. Nessuno di noi due vuole essere un problema per l’altro, per nessuna ragione [...] Quando guardo vecchi filmati dei Guns N’ Roses, rivedo quella fottuta fame e quel nostro modo di essere [...] Era il rock n’ roll più sincero che io avessi mai ascoltato, e ne sono orgoglioso», vedi mai che il riccioluto e ormai quasi quarantasettenne chitarrista, al secolo Saul Hudson, voglia organizzare una mega reunion in occasione dell’iscrizione dei Guns n’ Roses nella Rock n’ Roll Hall of Fame prevista per aprile. Non è finita qui. E’ infatti di poche ore fa la notizia secondo la quale proprio Axl Rose avrebbe accettato di essere il nuovo cantante dei Queen, proprio lui, l’unico ad avere una personalità abbastanza forte – secondo quanto avrebbero dichiarato May e Taylor – per poter emulare il mitico baffone dall’ugola d’oro. Personalmente aspetterei qualche giorno, giusto per esser certi che non si tratti delle solite trovate pubblicitarie o, peggio, della verità.

Riccardo Mannerini rivive attraverso “Gli occhi del mondo” (Aereostella – 2011)

Gli artisti – quelli autentici – esistono davvero, perfino in Italia. Pochi e ignorati dal mainstream, ma esistono. Ed ecco che Vittorio De Scalzi (in collaborazione con Marco Ongaro) tira fuori Gli occhi del mondo, un disco su etichetta Aereostella ispirato alle parole di Riccardo Mannerini. Nomi che probabilmente non dicono nulla alla maggior parte di chi oggi ha meno di 40-60 anni, ma che hanno dato vita ad alcune delle pagine più belle della cultura poetica e musicale italiana. De Scalzi fu il co-fondatore e la mente dei New Trolls, il gruppo che alla fine degli anni ’60 esordì con Senza Orario e Senza Bandiera, concept album di straordinaria intensità ispirato proprio ai versi di Mannerini e scritto insieme a un giovanissimo Fabrizio De André. Mannerini, genovese classe 1927, poeta e paroliere, grande amico di De André e di Luigi Tenco, un anarchico fuori da ogni schema che viaggiò tantissimo, fino a quando un incidente di bordo lo portò nel giro di poco tempo a perdere completamente la vista. Un carattere difficile, una vita consumata da una fortissima depressione che lo portò al suicidio nel 1980. Attraverso Gli Occhi del Mondo De Scalzi rende omaggio all’opera e al pensiero di Mannerini i cui occhi  “..raccontano di un mondo che il poeta non vuole possedere in senso materiale, egli lo vuole impregnare degli umori umani lasciando volutamente una distanza tra la sua sete di conoscenza e tutto il resto del mondo che lo circonda”.

Il ricordo di Riccardo Mannerini nelle parole di Fabrizio De André.

Morto Ken Russell, regista di “Tommy”

E’ morto all’età di 84 anni Ken Russell, inglese di Southampton, visionario regista di Tommy,  film tratto dall’omonima opera rock dei The Who. Prima pilota della Royal Air Force, poi i cortometraggi per la BBC e finalmente i primi film, tra cui Billion Dollar Brain, Women In Love e The Devils. Poi Tommy, nel 1975. Oltre agli stessi Who, presero parte alle riprese anche Oliver Reed, Robert Powell, Jack Nicholson, Eric Clapton, Tina Turner ed Elton John, per due nomination all’Oscar come migliore colonna sonora e miglior attrice (Ann Margret).

Lou Reed & Metallica – “Lulu” (Warner, 2011)

Chissà se Frank Wedekind sta facendo breakdance nella tomba. Il fatto è che sebbene uno come Lou Reed possa permettersi di improvvisare un’opera rock traendo spunto dai testi oscuri di un drammaturgo tedesco scomparso quasi un secolo fa, questo non significa necessariamente trovarsi difronte a una delle pagine musicali migliori degli ultimi quarant’anni. Tutt’altro. La cosa si complica drammaticamente se il progetto ha come gruppo spalla (perché di questo stiamo parlando) i Metallica, una band che avrebbe dovuto inoltrare la domanda di prepensionamento un paio di decadi or sono. Il centro della questione è però che i due (ex) mostri sacri – in questa occasione decisamente più mostri che altro – non ci azzeccano nulla l’uno con l’altro: sentire lo stile misto cantato/recitativo di Reed su una serie di b-sides trashone dei quattro californiani ha lo stesso devastante effetto di sentire il testo di Smisurata Preghiera su un singolo dei Finley, roba da manicomio delle sette note. D’accordo, l’interpretazione di acuta decadenza in cui si cala spesso – e giustamente – l’amico Lou calza perfettamente con la continua vertigine tra inferno e paradiso da cui è investita la Lulu ballerina dell’opera di Wedekind, ma la sensazione è che Metallica e Reed abbiano lavorato separatamente per poi “incollare” in studio i rispettivi lavori in un unico, interminabile e piuttosto confuso doppio disco. C’è sempre la possibilità che la grandezza del prodotto sia tale da non consentirci di capirne l’immensità artistica, ma tant’è: Lulu sembra proprio un bel floppetto.

Tracklist:

“Brandenburg gate”
“The view”
“Pumping blood”
“Mistress dread”
“Iced honey”
“Cheat on me”
“Frustration”
“Little dog”
“Dragon”
“Junior dad”

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