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Chris Cornell, “Scream” (Interscope Records, 2009)

In Recensioni on 7 Ottobre 2009 at 19:07

Scream

Con qualche mese di ritardo ascolto finalmente Scream, ultimo disco solista di Chris Cornell e, per quanto cerchi di sforzarmi, vedo solo l’amara ironia di un titolo paurosamente premonitore. Urlare è infatti l’unica reazione che qualsiasi essere dotato di orecchie avrebbe al cospetto di questo disastroso incidente musicale, tanto più che si parla di un signore che con i Soundgarden ha scritto pagine fondamentali della storia del rock mondiale.

Scream non è una semplice svolta pop-rock, nemmeno una di quelle sperimentazioni che vengono semplicemente sepolte di merda dai fan grungiani più conservatori. Qui si va oltre. In una sola mossa l’amico Chris, a cui auguriamo una pronta guarigione artistica, è riuscito ad annullare quei tratti distintivi che lo hanno lanciato di diritto nel firmamento delle rockstar. Complice l’evidente zampino di Timbaland, produttore navigato ma reduce da un paio di floppetti niente male, Cornell riduce ai minimi termini le chitarre, la sua voce toccante e i suoi testi insieme forti e cupi; un’operazione masochistica e snaturante che accompagna perfettamente queste tredici tracce senz’anima unite da una stomachevole sostanza laccata, in pieno stile modern r&b. Ma non voglio crediate che sia prevenuto.

Intendiamoci, questo è un disco fatto male, punto. Non è questione di genere più o meno bello; chi scrive non è certo un fan accanito di cose alla Justin Timberlake ma è giusto rendere merito ai prodotti ben studiati e altrettanto ben realizzati, sebbene pensati ad hoc per obiettivi commerciali deplorevoli.

Questo di Cornell è un lavoro mal studiato e altrettanto mal realizzato, con l’aggravante di essere stato evidentemente pensato ad hoc per i suddetti deplorevoli obiettivi.

Tracce:

1. Part Of Me
2. Time
3. Sweet Revenge
4. Get Up
5. Ground Zero
6. Never Far Away
7. Take Me Alive
8. Long Gone
9. Scream
10. Enemy
11. Other Side Of Town
12. Climbing The Walls
13. Watch Out